Archivio per Psicosomatica

Un’opportunità per riflettere

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo.

Agire per non soffrire? Quindi sfuggire per non sentire!
Non sempre agire è sano (quando è troppo), può essere una strategia, una difesa per allontanarci dal nostro dolore, che a volte esiste (per tutti), ed entrarci in contatto ci fa diventare più consapevoli e quindi anche un’opportunità per conoscere noi stessi! Quindi più si agisce più si sfugge alla sofferenza! Forse di non esserci sentiti amati in passato? Magari nei tempi più antichi quelli che qualcuno a visto bene di dimenticare o ricordare solo il bello per non soffrire? Quindi sfuggiamo ai sentimenti perché ci fanno soffrire escogitando inconsapevolmente alcune strategie, esempio il superlavoro che ci allontana solo da noi stessi! Queste carenze poi si possono manifestare sulla parte sinistra (lato emozionale) del nostro corpo, sotto forma di callosità in determinati punti dei piedi (secondo lo studio della reflessologia plantare), rigidità nel corpo ecc… Quindi diventiamo più consapevoli per spezzare le catene che si tramandano di generazione in generazione, onde evitare di ammazzarci di lavoro! E’ giusto lavorare, in alcuni casi anche sano, ma quando è troppo diventa un tunnel dal quale non si riesce ad uscire e come tutte le droghe si sa fanno male!!!

Il primo passo è la consapevolezza! Con la consapevolezza una persona si rende conto che esiste il problema, apre gli occhi,è un grosso passo in avanti, il trampolino di lancio, un passaggio importante non sempre facile da realizzare, a volte si entra in crisi e la cosa più importante è non rimanere bloccati in questo passaggio, perché in questo caso è la mente che si fissa, ma l’essere umano per fortuna è fatto anche di altro (mente, corpo e spirito). Disintossichiamoci dunque!!! Dopo aver preso coscienza del problema, il passo successivo è prendere spazio per se stessi, per il proprio ben-essere, cercando di nutrire corpo, mente e spirito, esempio dedicandosi ad attività fisiche come uno sport, una corsa o una camminata per distribuire l’energia in tutto il corpo; meditazione, yoga,oppure la recitazione del Santo Rosario (che corrisponde alla recitazione di un Mantra) per riempire lo spirito e calmare la mente; o semplicemente fare quello che ci piace, dedicandoci a un hobby, trovando ognuno la propria meditazione che può essere dinamica esempio ballare, o statica esempio pescare, cucire, dipingere; insomma tutto ciò che permette di incanalare l’energia anche in modo creativo. L’importante è prendere coscienza che esistiamo “noi” come persone con tutti i nostri bisogni e poi tutto il resto passa in secondo piano! Quindi non mi resta che augurarvi un in bocca al lupo in questo viaggio alla scoperta di Voi stessi!!!

Orietta Colombo

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Malessere da vacanza?

A volte capita che in un momento di relax, come ad esempio durante le vacanze estive e nel week end, di stare male: mal di testa, febbre, mal pancia, ecc.

Ma come considerare questi momenti di malessere che capitano proprio in un momento così “poco opportuno”? E come mai si verificano proprio in questi momenti di relax e non al lavoro, ad esempio? Forse vogliono comunicare qualcosa che non si è ancora riusciti a comprendere di se stessi e di come si vive.

La psicosomatica può dare una mano a capire il collegamento tra un malessere psichico e uno fisico. Ad esempio, il mal di testa potrebbe essere collegato a un conflitto tra ciò che si vorrebbe fare e ciò che si sta facendo. Ci si può chiedere: che tipo di momento o decisione sto affrontando in questo momento? Come mai capita proprio nel momento di relax? Durante il lavoro non me lo posso permettere? Mi piace quello che faccio e quello che ho deciso nella mia vita privata o professionale? Le due si conciliano bene? Le risposte a queste domande potrebbero portare a dei preziosi indizi sulle origini psichiche dei malesseri. È risaputo che lo stress può dare effetti negativi anche a livello corporeo e, ad esempio, un lavoro mal tollerato, dei cattivi rapporti o l’insoddisfazione aumentano lo stress e così la vulnerabilità fisica. Allora occorre prendere delle decisioni più coerenti con il proprio essere e il proprio sentire. Forse, proprio il momento di relax consente di prendersi cura di sé, senza lo stress tipico vissuto in altri momenti, e allora si può manifestare il malessere che altrimenti viene controllato e censurato.

Allo stesso modo, la febbre potrebbe avere certamente lo stesso collegamento con il bisogno di cure, di attenzioni verso di sé e di smaltire a letto (che richiama all’ambiente confortevole dell’utero materno) tutte le “tossine” accumulate e, anche una bella dose di rabbia non espressa.

Il mal di pancia potrebbe essere collegato alla necessità di liberarsi delle proprie scorie emotive accumulate nel tempo o a una violenta rabbia.

Tantissimi possono essere i sintomi che possono emergere durante un periodo di relax, la cui funzione è proprio ricaricare di energie corpo, mente e spirito. E allora, perché non cogliere l’occasione, in questo periodo di riposo e di cura di sé, di prendere anche una decisione importante per se stessi e per le persone intorno? Si può scegliere di fare in modo diverso dal passato e affrontare, magari insieme a un professionista, le domande e le risposte che possono essere utili a risolvere o rendere meno problematico lo stress vissuto quando non si è in vacanza. Altrimenti, il rischio è quello di pensare che sia la vacanza a far male e non lo stress da vita quotidiana.

Buone vacanze!!!!

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