Di recente sembrano aumentare i casi di infanticidi da parte delle madri. Probabilmente oggi i mass media rendono pubblici questi eventi terribili che sono sempre esistiti.
Il dramma è duplice, prima e dopo il delitto. Infatti, una madre per natura non farebbe mai del male al proprio bambino e se ciò accade è perché si verificano situazioni assolutamente estreme e gravissime.
Si sa che i bambini richiedono attenzioni in ogni momento, soprattutto nei primi mesi di vita. Una persona e una coppia certamente sono felici perché hanno ricevuto un dono straordinario con l’arrivo del bambino, tuttavia, occorre rispondere alle sue esigenze quando si presentano. Uno dei modi in cui il bambino esprime i suoi bisogni è il pianto. Talvolta il pianto del bambino fa sentire nella madre un senso di lacerazione interna e l’unico pensiero è far smettere questo pianto in qualsiasi modo.
È proprio questo estremo senso di impotenza, di sofferenza e di lacerazione interna creano una pressione psicologica estrema e un grado di tensione insopportabile. Allora, qualsiasi soluzione, anche la più terribile, drammatica ed estrema diventa possibile.
Se la donna non è sostenuta ed aiutata diventa difficile gestire questa situazione e in condizioni di stress estremi si può giungere a soluzioni estreme, come quella di uccidere.
Le emozioni dominanti in questi momenti più o meno lunghi sono rabbia, angoscia, incomprensione.
Che fare?
È importante sostenere la donna-madre e non lasciarla sola, anche con dei piccoli gesti, come gli abbracci e il contenimento oppure aiutarla nelle faccende domestiche e facendo in modo che si conceda qualche ora di riposo totale. Ciò può aiutare e fare in modo che la situazione non degeneri. In particolare sono le persone più vicine alla donna che possono farlo: il partner ed il genitore omologo, cioè la madre.
Nella nostra esperienza di counseling abbiamo notato che spesso le donne sviluppano queste depressioni post parto o gli istinti omicidi quando vengono lasciate sole subito dopo il parto e nei giorni successivi. Anche se gli istinti omicidi e un sentimento di odio nei confronti del/la figlio/a sembrano sorgere successivamente, anche qualche anno dopo, è probabile che l’origine sia riconducibile al periodo post parto. Anche qui il sostegno emotivo e l’intimità con partner e genitore omologo possono aiutare notevolmente.