Le responsabilità (la capacità di rispondere) per eccellenza per l’imprenditore è guidare un’organizzazione verso i propri obiettivi e la sopravvivenza di se stessa nel lungo periodo.
Gioco-forza ciò implica che l’imprenditore sia leader. Spesso si trascurano certi aspetti oppure risulta difficile credere che alcune modalità di pensiero e di comportamento così radicate nella personalità possano essere cambiate in meglio.
Eppure è possibile. Così come imprenditori si nasce (se si hanno esempi virtuosi di imprenditori in famiglia, ad esempio) o si diventa (se si ha la possibilità di imparare ad esserlo da chi lo è), allora certe modalità virtuose di pensiero o di comportamento si possono ritrovare nel proprio DNA o si possono acquisire attraverso un determinato percorso di apprendimento.
Apprendere le qualità del leader è complesso e semplice allo stesso tempo. È complesso nel senso che non ci sono ricette o formule prefabbricate che una volta messe in pratica permettono automaticamente di diventare leader. È semplice nel senso che quando ci si sente bene nel guidare in primo luogo se stessi e poi gli altri e si agisce, di conseguenza, in maniera coerente rispetto ai propri valori personali (o aziendali) allora vuol dire che si è ben istradati.
In questo, ancora una volta, è importante riconoscere chi si è attraverso un confronto positivo con la propria figura di riferimento: il genitore omologo, dello stesso sesso. Ricordiamolo: l’identità si costruisce nella relazione, non è a sé stante. Nel caso delle organizzazioni, il confronto con il genitore omologo può esser fatto dalle persone appartenenti al gruppo di vertice (e anche per gli altri non farebbe certo male) e nella lettura delle dinamiche di gruppo che si instaurano all’interno del gruppo stesso.
Il confronto con il genitore omologo permette di chiarire i punti della propria identità che appartengono o meno all’individuo, di chiarire in modo approfondito cosa si desidera e cosa è invece frutto dei condizionamenti esterni, quali sono le mappe mentali positive su cui puntare e quali, invece, le credenze limitanti. Su queste basi si può fare una riflessione profonda ed efficace sulla propria identità e costruire così una leadership profonda e sentita, davvero efficace e flessibile.