Una volta c’era un pittore povero in canna: non aveva nemmeno un colore,
e per fare i pennelli si era strappato i capelli.
Andò dal padrone del Blu e gli disse: «Per favore, dammi tu un po’ di colore,
per dipingere il cielo. Ma mica tanto, un soffio, un velo».
«Vattene, vattene, fannullone, pezzo di accattone,
se non vuoi che ti lisci il groppone con il bastone!»
Andò dal padrone del Giallo e gli disse così: «Prestami qualche avanzo di colore, un ritaglio,
abbastanza per fare un girasole».
Ma quello lo aggredì con un torrente di male parole: «Pezzente, delinquente, la finisci di seccare la gente!»
Andò da padrone del Verde,
andò da padrone del Bruno,
ma non gli dava retta nessuno.
Infine pensò: «Il rosso ce l’ho!»
Detto fatto un dito si tagliò.
E il rosso gocciò sulla tela: era una lagrima appena, una perla di sangue,
ma tinse in un istante la tela intiera,
rossa come un falò di primavera,
rossa come una bandiera,
come un milione di rose.
E il povero pittore adesso che aveva un colore
si sentì ricco più di un imperatore.
Gianni Rodari
Dedicato a chi pensa di non avere abbastanza risorse..