Cominciamo dal risultato finale desiderato: cosa permette di ottenere il successo? Innanzitutto chiariamo che si intende per successo la realizzazione della persona nelle proprie capacità di amare, lavorare e vivere in relazione con gli altri, in modo da raggiungere i propri obiettivi.
Certamente, tra le risorse necessarie possiamo considerare la determinazione, la chiarezza d’intenti, la volontà, le competenze e le relazioni. Se vogliamo riassumere in un cocktail gli ingredienti possiamo dire che ci vogliono leadership e relazioni interpersonali.
Una relazione particolarmente importante è quella con il genitore omologo, che influenza moltissimo sia la qualità della leadership sia la qualità e quantità di relazioni di ogni genere: di coppia, con i figli, con gli amici, parenti, capi, colleghi, collaboratori, clienti, fornitori eccetera. Così, migliorare la relazione con il genitore omologo è come far sbocciare un fiore e aprirsi alle meraviglie del mondo. Questo è il primo, fondamentale, mezzo per ottenere successo. Per poterlo fare spesso è necessario migliorare la qualità e la quantità della comunicazione e intensificare qualità e quantità degli abbracci con l’omologo. Ciò rafforza elementi fondamentali come l’identità personale, l’autostima, la fiducia e l’apertura verso il mondo.
Per le organizzazioni è diverso, certamente, anche se alcuni pilastri sono comunque validi. Le buone relazioni, ad esempio, aiutano a migliorare la qualità del lavoro. Un capo che ha più stili di leadership nel proprio carnet di competenze, ha maggiori opportunità di gestire relazioni con persone di vario genere e che hanno bisogno di atteggiamenti, modi di pensare, stimoli e risposte diversi. In questo modo attira a sé anche i migliori talenti, perché sa gestirli. La cultura aziendale, così, assume un ruolo centrale, perché influenza la strategia e i meccanismi di coordinamento tra le persone e le unità organizzative.
Anche qui, se vogliamo riassumere il cocktail per il successo, questo è composto dalla leadership diffusa (e ben gestita, ovviamente) e da relazioni positive consolidate: spirito di squadra, fiducia reciproca, autostima, solidarietà, competitività e collaborazione.
Come può, un’organizzazione, migliorare in questi ambiti? Per le organizzazioni e le imprese, un lavoro di counseling può essere importante per comprendere le modalità d’interazione nel gruppo, gli stili di leadership, la qualità e quantità di relazioni e le emozioni sottostanti: in altre parole, l’intelligenza emotiva del gruppo. Si può, inoltre, considerare la formazione sulla parte emotiva come componente complementare alla formazione cognitiva e integrare così le competenze del gruppo (e del capo, prima di tutti!) di modo che possano migliorare leadership e relazioni.
La percezione di crisi così sentita in questi mesi, probabilmente sta a testimoniare un cambiamento strutturale nei modelli di comportamento basati su leadership individuali e relazioni interpersonali nuove, tutto ciò accompagnato da un senso di disorientamento.
Comprendere il disorientamento, le leadership e i modelli relazionali emergenti presuppone una formazione che “alfabetizzi” emotivamente le persone, che le porti, in altre parole, ad ascoltare e comprendere le emozioni che provano e scegliere che strada percorrere per potersi evolvere.