Alla ricerca dell’eccellenza..

Il concetto di eccellenza è oramai dato per assodato. Ci è veramente utile tendere all’eccellenza? E in che senso?

Alcuni ne parlano in considerazione alle migliori pratiche da adottare (il concetto di “best practice manageriale”, ad esempio), altri ne parlano in merito al concetto di qualità totale e zero difetti.

Se ne parla come se fosse noto a chiunque quale sia l’ideale al quale tendere o, meglio, come se ciascuno volesse indicare il proprio modello ideale e soprattutto il modo per raggiungerlo. Spesso, tuttavia, si danno per oggettive delle valutazioni che oggettive non possono essere. Allora, può risultare fuorviante dare all’eccellenza una connotazione oggettiva. Infatti, se da un lato questo artificio facilita la vita perché introduce la possibilità di misurare, confrontare e controllare, dall’altro limita la soggettività personale a una predefinita scala di valori non necessariamente aderente a quella dell’individuo (o un’organizzazione) che vuol decidere se migliorare la propria condizione.

Esiste una via d’uscita a questa scelta dicotomica tra eccellenza in senso soggettivo e in senso oggettivo?

Una possibile risposta è nella natura umana, varia e adattiva rispetto all’ambiente circostante.Ciò che è ottimo nel Sahara è pessimo in Antartide e viceversa, oppure può andar bene in entrambe le situazioni o in nessuna. Sun Tzu, maestro cinese della guerra, scrisse parecchi secoli fa: “Che caratteristiche hanno la vita e la morte? Il bambino appena nato è flessibile e in movimento, mentre il morto è rigido e immobile. Allora la vita è flessibile e movimento, mentre la morte è rigida e immobile”. Allora, perché irrigidirci nella ricerca di una via all’eccellenza? Perché ognuno di noi non può avere la propria via alla propria eccellenza?

Una risposta potrebbe essere che seguire una strada già sperimentata ci dà sicurezza. Allora teniamo ciò che ci dà sicurezza e variamo ciò che non ci piace, discernendo in base ai nostri valori, alle nostre preferenze, alla nostra attitudine. Se poi si trova una strada già tracciata e la si sente come propria tanto di guadagnato. L’importante è essere connessi con i propri desideri e valori più profondi. Questi possono essere stabili, fornirci un radicamento e sicurezza, mentre le modalità comportamentali e le prospettive possono cambiare, essere flessibili, adattarsi al contesto. In questo modo si può avere maggiori chance di successo e, allo stesso tempo, non sentirsi in balia degli eventi e disorientati.

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