I momenti difficili capitano a tutti e in vari momenti della vita.
Queste difficoltà hanno un senso? O, meglio, che senso possiamo attribuire loro perché ci siano utili a migliorare?
Dal nostro punto di vista è importante capire in che misura vogliamo prenderci la responsabilità degli eventi negativi o positivi che accadono. Senso di colpa e senso di responsabilità non sono la stessa cosa. Infatti, essere responsabili della propria vita e degli eventi che accadono vuol dire farsi carico delle proprie azioni e delle conseguenze che hanno nella vita propria e altrui. Attribuirsi la colpa di un determinato evento, invece, vuol dire sentirsi la causa diretta o indiretta dell’evento scatenante.
Spostare il focus dall’origine del malessere alla volontà di trasformarlo in benessere è fondamentale!
Il senso di colpa è un potente mezzo che induce ad agire e rimediare a una mancanza percepita come propria. Talvolta e, spesso, a lungo andare, questo meccanismo può ritorcersi contro, perché può indurre una sorta di blocco emotivo e di malessere profondo. Il senso di responsabilità, invece, consente un atteggiamento emotivamente più maturo con le persone e gli accadimenti. Sentirsi responsabili vuol dire scegliere con coscienza e nel pieno della propria autonomia decisionale quale obiettivo perseguire e quale modalità scegliere.
In qualità di counsellor, per poter contribuire a trovare una soluzione positiva per migliorare il benessere e le relazioni dei clienti, il primo passo consiste nel comprendere perché un evento si è verificato o, meglio, quali obiettivi, consci e inconsci, il cliente perseguiva comportandosi in quel determinato modo. Talvolta le modalità di comportamento sono acquisite dalla famiglia d’origine e talvolta da soli è molto difficile accorgersene. Allora, un parere esperto alla dinamica relazionale può dare quel punto di vista esterno che consente di comprendere meglio cosa sta succedendo e scegliere modalità comportamentali migliori in futuro.
Già così gran parte del senso che può avere un evento negativo si può trasformare in un impulso positivo alla propria evoluzione personale. Il passo successivo sarà scegliere quale modalità o elemento è utile, da mantenere, e cosa invece cambiare. Proprio qui viene in aiuto il senso di responsabilità: si può scegliere qualcosa di diverso rispetto a quello che hanno scelto i genitori, i fratelli, le sorelle o altri ancora, in piena libertà e autonomia.
Ciò che può essere utile, in conclusione, è lasciare emergere il senso di colpa qualora vi sia ed esprimerlo, per poi poterlo trasformare in senso di responsabilità. Sentirsi in colpa può avere il senso rassicurante di continuare a crogiolarsi in un’abitudine che dà sicurezza, eppure si può migliorare mantenendo il senso di sicurezza e abbandonando le modalità distruttive. In questo caso, il genitore omologo, con il suo sostegno emotivo e l’amore genitoriale, può dare il senso di sicurezza necessario ad affrontare piccoli e grandi cambiamenti. Così, abbraccciare il senso di responsabilità al posto del senso di colpa può dare una vere libertà di scelta: essere se stessi fino in fondo e cambiare ciò che induce malessere.