La Pasqua evoca l’idea della morte e della risurrezione. La morte è foriera di trasformazione, soprattutto se porta alla rinascita dalle proprie ceneri. Simbolicamente alcune parti di noi stessi possono “morire” e altre nascere, in una continua evoluzione che si nutre di relazione.
La Pasqua, così, può essere vissuta come un’occasione di riflessione personale, di riconciliazione con ciò che ci dà fastidio o ci induce rabbia, ad esempio, e di trasformazione delle emozioni “negative” in opportunità di cambiamento in meglio. Talvolta può essere doloroso abbandonare vecchie modalità, vecchi modi di fare o credenze, sensazioni, eppure è necessario per abbracciarne di altre più aderenti ai nostri desideri, alle nostre nuove sensazioni e obiettivi. Trasformare implica riconoscere ciò che di buono si può conservare e lasciare andare ciò che non ci serve. Trasformare significa far mutare la forma. E se si può fare (e si può fare!) allora meglio scegliere una forma che ci piace e che ci rende felici.
Pasqua vuol dire anche questo e, allora, Buona Pasqua a tutti.