Due vie verso la conoscenza

Due sono i movimenti che portano alla comprensione. Il primo tende a progredire e a cogliere qualcosa che fino a quel momento era sconosciuto, fino a possederlo e a poterne disporre. Lo sforzo scientifico è di questo genere e noi sappiamo quanto abbia trasformato, reso più sicuri e arricchito il nostro mondo e la nostra vita.
Il secondo movimento nasce quando ci fermiamo e non dirigiamo lo sguardo su qualcosa di preciso, di tangibile, ma su un insieme. Lo sguardo è, dunque, pronto per recepire tutta intera la molteplicità che gli sta davanti. Se ci lasciamo andare a questo movimento, per esempio di fronte a un paesaggio o a un compito o a un problema, ci accorgiamo come il nostro sguardo diventa nello stesso tempo pieno e anche vuoto. Infatti, è possibile esporsi alla pienezza e reggerla solo a condizione di vedere al di là del particolare. Ci fermiamo nel movimento progressivo e ci ritiriamo un po’, finché non raggiungiamo quel vuoto che riesce a far fronte alla pienezza e alla molteplicità.
Questo movimento che all’inizio porta a fermarsi e poi a ritirarsi, io lo chiamo fenomenologico. Ci guida verso comprensioni diverse da quelle ottenute con il movimento progressivo della conoscenza.
Eppure l’uno completa l’altro. Poiché anche quando siamo nel movimento progressivo e scientifico della conoscenza, ogni tanto dobbiamo fermarci e dirigere lo sguardo dal particolare all’ampio insieme, e dal vicino al lontano. Così come anche la comprensione ottenuta fenomenologicamente va verificata sul singolo e su ciò che è più vicino.

Bert Hellinger – Ordini dell’amore

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Il pittore

  Una volta c’era un pittore povero in canna: non aveva nemmeno un colore,

e per fare i pennelli si era strappato i capelli.

Andò dal padrone del Blu e gli disse: «Per favore, dammi tu un po’ di colore,

per dipingere il cielo. Ma mica tanto, un soffio, un velo».

«Vattene, vattene, fannullone, pezzo di accattone,

se non vuoi che ti lisci il groppone con il bastone!»

Andò dal padrone del Giallo e gli disse così: «Prestami qualche avanzo di colore, un         ritaglio,

abbastanza per fare un girasole».

Ma quello lo aggredì con un torrente di male parole: «Pezzente, delinquente, la finisci     di seccare la gente!»

Andò da padrone del Verde,

andò da padrone del Bruno,

ma non gli dava retta nessuno.

Infine pensò: «Il rosso ce l’ho!»

Detto fatto un dito si tagliò.

E il rosso gocciò sulla tela: era una lagrima appena, una perla di sangue,

ma tinse in un istante la tela intiera,

rossa come un falò di primavera,

rossa come una bandiera,

come un milione di rose.

E il povero pittore adesso che aveva un colore

si sentì ricco più di un imperatore.

Gianni Rodari

Dedicato a chi pensa di non avere abbastanza risorse.. ;-)

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La prosperità, l’abbondanza e la cruna dell’ago

Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli.
Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». Matteo 19,23-24.

Beh, intanto, c’è stato un problema di traduzione: San Girolamo, traduttore del testo, interpretò la parola “Kamel”, come il cammello, quando in realtà il greco “Kamel” è una corda spessa con la quale le navi sono ormeggiate alle banchine. Così credo che la frase sia decisamente più sensata.

Ma a parte ciò, la nostra cultura italiana eredita, anzi, è intrisa della cultura giudaico-cristiana. E ciò non è né un bene né un male di per sé: semplicemente fa parte della nostra vita, che noi ne siamo consapevoli o meno.
Duemila e più anni fa, chi era abbiente lo era in virtù della capacità di accumulare ricchezze a discapito del prossimo, dell’altro, che spesso era schiavo o era costretto a vivere di stenti o, il più fortunato, viveva più o meno dignitosamente del proprio lavoro. Allora le garanzie e i diritti non erano neanche immaginati.
Ebbene, siamo lontani figli, pro-pronipoti, di quell’ambiente e di quella cultura e tutt’oggi ne subiamo i condizionamenti, le credenze limitanti.
C’è quasi sempre almeno il sospetto che chi è abbiente sia fortunato a discapito degli altri e non in virtù delle proprie capacità e in proporzione dell’utilità e dell’utilità sociale dei prodotti e servizi che dà agli altri.
Questa è una sostanziale differenza del nostro modo italico di vedere il mondo che ci penalizza rispetto ai paesi nordeuropei ed anglosassoni, cresciuti, invece, in una cultura protestante e più premiante dei risultati in questa vita. È una cultura premiante soprattutto, di un guadagno del Paradiso in virtù dell’utilità verso il prossimo misurata anche dal grado di prosperità e abbondanza economica.
Certamente ciò aiuta a fidarsi più del prossimo e a darsi da fare in modo onesto verso gli altri: così i risultati arrivano adesso e non in un’altra vita.
Oggi il web 2.0 consente ancora di più di creare valore aggiunto e ricchezza in modo condiviso e non esclusivo e contribuisce a sfatare questa credenza limitante legata alla ricchezza.

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Og Mandino sull’amore

[ ... ]

Saluterò questo giorno con l’amore nel cuore.

E come affrontare ogni persona che incontro? In un solo modo. In silenzio mi rivolgerò ad essa dicendole: ti voglio bene. Se pur pronunciate in silenzio, queste parole risplenderanno nei miei occhi, distenderanno la mia fronte, porteranno il sorriso sulle mie labbra ed echeggeranno nella mia voce; e il cuore di ognuno si aprirà. E chi riuscirà a dir di no alla mie merci sentendo nel cuore il mio amore?

Saluterò questo giorno con l’amore nel cuore.

E soprattutto amerò me stesso. Poiché amando me stesso saprò ispezionare attentamente tutte le cose che entrano nel mio corpo, nella mia mente, nella mia anima e nel mio cuore.  [ ... ]

D’ora innanzi amerò tutta l’umanità. Da questo momento tutto l’odio è uscito dalle mie vene, poiché non ho tempo per odiare, ho soltanto tempo per amare. Da questo momento faccio il primo passo necessario a diventare uomo fra gli uomini. Grazie all’amore aumenterò le vendite centuplicandole e diventerò un grande venditore. Se anche non avessi altre qualità, posso riuscire con il solo amore. Senza di esso fallirò, anche se dovessi possedere tutta l’esperienza e il talento del mondo.

Saluterò questo giorno con l’amore nel cuore. E avrò successo.

Tratto dal capitolo 9° de “Il più grande venditore del mondo”, Og Mandino, 1987, Ed. Gribaudi, Milano. Il più grande venditore del mondo

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Da oggi sono un uomo libero

Dipende da ciascuno prenderla o menoDa oggi sono un uomo libero.

Sono libero dalla sola persona che può condizionarmi: me stesso; sono libero dalle mie paure, dalle mie asfissie mentali, dalle mie fobie.

Sono libero dai miei condizionamenti, sono libero dalle mie strutture di sopravvivenza.

Sono un uomo libero, nell’amore.

Sono un uomo libero perché me lo merito e me lo sono guadagnato.

Il lignaggio della libertà va guadagnato, anche con le lacrime e per questo assaporato all’infinito.

Sono libero dai miei condizionamenti che opprimevano la mia mente e il mio essere, il mio cuore, il mio stomaco, il mio intestino. Sono libero perché posso essere ciò che desidero. Nel lavoro esprimo il mio potenziale al massimo. Nelle relazioni personali sono aperto e accolgo il prossimo nella sua interezza.

Merito il successo per tutto quello che io e le mie generazioni passate hanno subito e sperimentato.

Difficoltà, lotta, frustrazione, eccessi.. tutto questo è oramai un ricordo, un ricordo importante di come sono riuscito a raggiungere il successo. Un successo non solo mio ma di tutti coloro che mi amano. Dedico questo successo alla mia famiglia e alle nostre famiglie d’origine, che con il loro essere se stesse ci hanno dato tutto questo, nel bene e nel male.

Adoro questa sensazione di voltar pagina.

Sono pronto a un nuovo presente e un futuro roseo, fatto di certezze, di desideri realizzati, di opzioni favorevoli.

Anche quando vi saranno eventi sfavorevoli sono pronto a utilizzarli per migliorare, per vivere un pieno benessere a un livello più evoluto. E dico grazie agli eventi sfavorevoli perché mi permettono di crescere.

Amo la mia vita e la mia famiglia, che mi hanno dato tanto e tuttora mi danno tutto il loro essere. Amo ciò che faccio e ciò che sono. Desidero vivere la mia vita in pienezza, in abbondanza, prosperità, in amore e gioia.

Questo è il mio obiettivo.

Questo obiettivo da oggi è raggiungibile, da subito e per gradi.

Dapprima cambio il mio atteggiamento.

Da oggi sono un uomo felice, un uomo di successo, che ama la vita e le persone in essa.

Da oggi sono un uomo nuovo. Le ferite del passato, mie e delle mie generazioni passate, sono oramai lenite e curate. Me ne sono preso cura abbastanza e questo fa di me un uomo giusto, equilibrato. Se vi saranno altre ferite e altri dolori sono pronto a prendermene cura e accetto tutto ciò che la vita mi riserva per essere felice e per evolvermi.

Da oggi posso concedermi il lusso e la libertà di essere felice, di essere me stesso al 100%.

Da oggi, sono IO.

——

Questo è un esempio di lettera a se stessi, alla propria parte più profonda. Ciascuno può creare delle frasi positive per se stesso/a e scriverle, seguendo il proprio sentire, ciò che desidera. Poi si possono leggere più volte per renderle efficaci, ascoltate a livello inconscio, e consentirsi la libertà dai condizionamenti che influenzano negativamente la vita. Perché inizino ad avere efficacia occorre un esercizio di 21 giorni almeno, con 3 ripetizioni al giorno: mattina appena svegli, appena dopo pranzo e la sera prima di andare a dormire. Da oggi, buona libertà nell’amore!

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Da Jung e Marston in poi: sul cammino per comprendersi meglio

Nel 1929, Carl Gustav Jung, psicanalista svizzero, distinse otto tipi primari di personalità, ricollegandole al mondo interiore e/o esteriore dell’individuo: sensazioni, intuizioni, pensieri e sentimenti introversi o estroversi. Sulla base di tale classificazione, era più semplice per la persona comprendere quali modalità le erano più affini, più facili da mettere in atto.

Nello  stesso anno lo psicologo americano William M. Marston, elaborando i suoi quattro quadranti o modello DISC®
tipologie in  dominante,  intraprendente stabile e coscienzioso collegando a ognuna un colore: Rosso  per il dominante,
l’intraprendente, Verde per lo stabile, il coscienzioso.

Da quei preziosissimi contributi, molta strada è stata fatta. Oggi, la metodologia Success Insights®  ha fatto passi da gigante e costituisce un vero e proprio modello delle competenze. Tale modello consente di comprendere:

  • come vi comportate naturalmente e come adattate il vostro comportamento alle situazioni;
  • perché vi comportate in quel modo, cosa vi spinge a farlo e quali sono le vostre motivazioni;
  • cosa possedete in termini di conoscenze, abilità e competenze.

Per questo utilizziamo la metodologia Success Insights®: riusciamo, in modo molto semplice a dare delle informazioni alla persona su di sé che ne facilitano enormemente il percorso evolutivo e il benessere. Sulla base di queste preziose informazioni, infatti, la persona è maggiormente consapevole dei suoi talenti e dei suoi punti di forza, il che ha un ottimo effetto sull’autostima e sul riconoscimento di se stessa. Inoltre, ciò è utile sì per capire le aree dove la persona è meno forte, ma soprattutto per capire come utilizzare i suoi punti di forza per miglioare e vivere meglio. Infatti, Michelin adottava questo metodo per far crescere le persone che lavoravano con lui. Faceva in modo che si focalizzassero sui punti di forza e, quindi, crescessero maggiormente e, ovviamente, producessero più risultati. E di strada, Michelin, ne ha fatta almeno quanto i pneumatici che costruisce! :-)

Così, con una maggiore consapevolezza di sé, si possono applicare più facilmente i principi del pensiero positivo, con grande giovamento sulla motivazione e, poi, sui risultati concreti che la persona o l’organizzazione raggiunge.

Il primo passo è la consapevolezza.

D’altrone, Jung scriveve sulla consapevolezza: “Abbiamo bisogno di più consapevolezza della natura umana, perché l’unico pericolo reale che esiste è l’uomo in se stesso”.

Noi ci permettiamo di aggiungere che con maggiore consapevolezza anche le opportunità e le opzioni a disposizione sono più evidenti e facili da cogliere.

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